Recensione "La figlia del nord" di Edith Pattou

La verità è che non avevo in programma di leggere questo libro. Avevo tentato di non lasciarmi tentare dalla bellissima copertina, ma è stato impossibile, il nome, la trama e la scoperta che fosse ispirato da una delle mie fiabe preferite mi ha fatta capitolare. Ed eccomi qui a recensirvi un libro che mi ha conquistato dalla prima all’ultima pagina. 

Titolo: La figlia del nord
Autore:
Edith Pattou
Editore: Rizzoli
Pagine: 500
Prezzo: 16,90 €
Data di uscita: novembre 2014

voto:
Trama: Ebba Rose, sostiene sua madre Eugenia, è nata rivolta a Est. Ma invece di essere mansueta e diligente come i bambini nati verso oriente, si rivela fin da subito irrequieta e curiosa: una vera figlia del Nord.All’età di cinque anni, un orso bianco le salva la vita, ripescandola da un lago. É lo stesso strano orso parlante che, dieci anni dopo, si presenta alla porta della fattoria in cui Rose vive insieme ai genitori con una proposta: se lei accetterà di seguirlo, la sua famiglia ritroverà la prosperità perduta e la sorellina Sara guarirà dalla terribile malattia che la affligge.Così Rose parte per un lungo viaggio che la porta lontano, oltre il mare, fino a un castello scavato in una montagna. Là trascorre lente giornate in compagnia dell’orso bianco, e si abitua alla sua presenza gentile e alla sua voce. Ma qualcuno ogni notte si sdraia nel letto accanto a lei e si dilegua prima dell’alba. Vinta dalla curiosità, Rose accende una luce,un gesto che avrà conseguenze inaudite.L’avventura è solo all’inizio, tra incantesimi, viaggi e sotterfugi.

 RECENSIONE: Esiste un destino? Si può prevedere sin dalla nascita? Eugenia crede di si, e come tutta la sua famiglia di cartografi è convinta della fondatezza della fatalità della direzione di nascita. Nascere in una determinata direzione significa avere delle caratteristiche specifiche ed è per questo che Eugenia fa di tutto per programmare con attenzione la nascita dei suoi bambini, desiderando averne uno per ogni punto cardinale tranne per il Nord, sopratutto dopo che una sciamana prevede che se avesse avuto un figlio nordico, egli avrebbe trovato una morte orribile sotto neve e ghiaccio.
Così quando nasce Rose, l’ultimogenita nata ad Est, qualcosa sembra andare storto e Rose dimostra di avere le caratteristiche tipiche di una nata a Nord. Per una serie di sfortune coincidenze in cui il destino sembra vendicarsi, la famiglia di Rose comincia ad avere gravi problemi economici e le cose precipitano quando sono costretti a vendere la casa e sua sorella si ammala gravemente. Ma Rose non è una bambina come le altre, è una ragazza tenace, forte, determinata e combattiva, piena di energie e voglia di scoprire. Si impegna con tutta se stessa per imparare a tessere abiti sperando di trovare una soluzione ai problemi, finché il destino bussa alla loro porta in forma di orso bianco, lo stesso orso che sembra avere un legame profondo con Rose fin dalla nascita. Offre alla famiglia la soluzione di tutti i problemi in cambio di portare via Rose con sé. Così la bambina parte in un viaggio verso l’ignoto fino ad una casa nella montagna che sembra disabitata tranne per due strane creature e quella figura che di notte, nel buio, dorme con lei. Ma chi è questa creatura e perché non riesce a vederla? La sua curiosità la porterà a distruggere la sua felicità e dovrà arrivare fino in capo al mondo nel regno dei Troll ad est del sole e a ovest della luna per rimediare al suo grande errore.
Ed è così che mi sono ritrovata a leggere la storia avvincente ed emozionate di Rose e del suo orso bianco, mentre fuori pioveva io mi trovavo sotto le calde coperte invernali senza riuscire a staccare gli occhi dalle pagine, dimenticando tutto il resto per seguire le avventure di quelli che mi sembravano vecchi amici, con l’angoscia ed una trepidante curiosità.
Dalle meravigliose terre della Norvegia, alla Francia, dalle fredde acque marine all’artico, tra orsi, troll ed eschimesi, ho viaggiato tra miti e fiabe per seguire questa storia antica e magica tratta da una delle mie fiabe preferite (ad est del sole a ovest della luna vi ricorda niente?).
Una storia fiabesca, eppure realistica, in cui ho ritrovato i miti nordici che tanto amo insieme al sapore di favola. Eppure è una storia speciale, unica, che può essere amata a qualunque età.
Questo romanzo attraversa i classici meccanismi della fiaba creando però un romanzo originale e avventuroso, grazie anche alla narrazione divisa tra molti narratori. Nonostante la scelta di stile azzardata, la storia riesce perfettamente e anzi, viene resa con maggior accuratezza mostrandosi più realistica e profonda. Ho apprezzato moltissimo le relazioni tra i personaggi, l’amore tra il padre e Rose, lo speciale rapporto tra Rose e suo fratello Neddy, ma anche il rapporto difficile e contrastante con la madre Eugenia o il legame con l’orso bianco. Mi sono affezionata a tutti i personaggi, anche a Tuki il Troll, Thor il marinaio e Malmo la sciamana tanto che ne ho sentito subito la mancanza una volta finito il libro. È una storia che si legge in fretta ma regala emozioni che durano a lungo.
Non posso far altro che consigliarvi questa romantica storia di cui mi sono perdutamente innamorata perché mi ha donato una lettura che porterò nel cuore, moderna e antica fiaba di magia e coraggio.

COSIGLI DI LETTURA DEL PORTALE:
PER CHI: ha voglia di una fiaba avvincente
COLORE: bianco ghiaccio
CLIMA E AMBIENTE: in Norvegia d’inverno
Voi lo avete letto? Che ne pensate?

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Recensione "La fine del cerchio" di Beatrice Masini

Quando ho saputo che sarebbe uscito il nuovo libro di Beatrice Masini sono impazzita di gioia. Adesso che l’ho finito non so bene come raccontarvi questo breve viaggio.

Titolo: La fine del cerchio
Autore:
Beatrice Masini
Editore: Fanucci
Pagine: 155
Prezzo: 12,00 €
Data di uscita: dicembre 2014

voto:
Trama: Dopo essere sopravvissuta a una catastrofe che ha costretto gli uomini a lasciarla in tutta fretta per trovare rifugio in altri mondi, la Terra è tornata a essere un luogo abitabile e tutto può ricominciare. Gruppi di bambini e ragazzi, ciascuno guidato da un Vecchio – un adulto con un proprio bagaglio di esperienze, capacità e ricordi -, vengono deposti in vari punti del globo con il compito di riavviare la vita. Una località di villeggiatura un tempo rinomata, un’isola sul lago Vittoria, nel cuore dell’Africa, una villa settecentesca con i suoi meravigliosi affreschi sono alcune delle destinazioni in cui i gruppi sono sbarcati. Il futuro è nelle loro mani, ma del presente, e soprattutto del passato di un mondo di cui hanno solo sentito parlare, i ragazzi non sanno nulla. Per loro anche gli oggetti più semplici -un gessetto, una caramella, una striscia di plastica – sono misteriosi. Come reagiranno alle scoperte che li attendono? Sapranno difendersi, adattarsi e ricostruire un mondo nuovo prima che i Vecchi, come vuole il Regolamento, li lascino a sé stessi?

 RECENSIONE: Ci sono libri che sono pieni di parole, che ti riempiono la mente e il cuore e fremi dalla voglia di parlarne e altri in cui sono solo simboli nuovi e vengono assorbite da sensazioni che non si riescono ad afferrare fino in fondo. Il nuovo libro di Beatrice Masini è così, con il suo stile inconfondibile ti cattura e ti trasporta in un mondo nuovo fatti di sensazioni, di pensieri, di istinti dimenticati e le parole sono solo uno specchio limitante.
In quello che potrebbe essere un possibile futuro, nemmeno troppo lontano a giudicare da come stiamo abusando della Terra, dei gruppi di bambini, guidati da un Vecchio, tornano sul nostro Pianeta con l’obiettivo di ripopolarlo. Un esperimento disperato e folle in cui c’è molta speranza e tanto dolore. Dolore per ciò che si è perduto, ma anche per ciò che abbiamo dimenticato. Così insieme a questi piccoli eroi riscopriamo piano piano il valore reale e profondo di ogni piccola cosa. Ogni oggetto ha un nome, ma quanto è importante il suo nome? Ed è proprio attraverso questi occhi meravigliati e giovani di questi bambini che vediamo il nostro mondo e lo riscopriamo come nuovo, sconosciuto. Le emozioni primordiali e spontanee ci pervadono facendoci vedere le cose sotto un altro punto di vista. Cos’è davvero importante nella vita? Chi siamo realmente? Cosa significa vivere? È possibile ripartire?
Tante domande, tanti pensieri accompagnano le piccole avventure quotidiane di questi piccoli gruppi, da una località di villeggiatura all’Africa nera, fino ad un’antica e lussuosa villa.
Questo piccolo romanzo, quasi tre storie separate che però trovano un senso unite nell’insieme, narra poco ma richiama a una vita ancestrale mai vissuta, alla spontaneità dimenticata dei bambini.
Rispetto agli altri libri di Beatrice Masini l’ho apprezzato meno. Ma la sua potenza narrativa rimane forte in una storia che ha un approccio ambiguo, in cui non si narra ma si mostra.
Sono le immagini e le emozioni che rimangono impresse, a discapito della storia o dei personaggi che rimangono quasi delle stelle cadenti. Alla fine della lettura sono rimasta con una piccola speranza nel cuore, la comprensione che potremmo trovare l’uno nell’altro il conforto e la complicità di cui tutti abbiamo bisogno e che sono le cose semplici a riempire la vita di significato. Ci sono linguaggi che parlano con il cuore e nessuna differenza può togliere la possibilità di essere uniti.
Non è una storia che consiglierei a tutti a differenza del suo capolavoro “Se è una bambina” ma è un libro che ha un suo valore. Speravo di emozionarmi di più, come è stato per gli altri suoi libri che ho letto, in questo ho sentito meno intensa la lettura, ma è comunque un bel libro e sono felice di averlo letto sebbene sia rimasta leggermente delusa. Ma questa è una storia silenziosa, in cui le emozioni affiorano lentamente solo dopo aver finito di leggere la storia e piano piano escono anche a distanza di giorni, per mostrarti la meraviglia che hai risvegliato inconsapevolmente nel cuore. Tutto sembrerà nuovo e speciale.
COSIGLI DI LETTURA DEL PORTALE:
UMORE: speranzoso
COLORE: blu
CLIMA E AMBIENTE: una notte stellata
Voi lo avete letto? Che ne pensate?

Recensione "Medicina per la Terra" di Sandra Ingerman

Il libro di cui vi parlo oggi è un libro interessante, particolare e molto ambizioso. Parlo di “Medicina per la Terra” di Sandra Ingerman, una delle più esperte di sciamanismo e del recupero dell’anima.

Titolo: Medicina per la Terra
Autore:
Sandra Ingerman
Editore: Crisalide
Pagine: 290
Prezzo: 18,00 €
Data di uscita: dicembre 2004

voto:
Trama: Nelle grandi tradizioni spirituali troviamo innumerevoli storie sulla capacità dell’uomo di trasformare il mondo naturale in modi apparentemente miracolosi ed inesplicabili. L’antica arte della guarigione e della trasmutazione, grazie alla quale le sostanze tossiche vengono trasformate e neutralizzate, è stata tramandata dall’antichità fino ai nostri giorni attraverso i vari insegnamenti spirituali che si sono succeduti durante i secoli. Mentre molti hanno attinto a questo corpo di conoscenze per curare l’individuo, pochi lo hanno usato per curare l’ambiente. Per più di venti anni Sandra Ingerman si è dedicata allo studio di metodi alternativi finalizzati alla riduzione dell’inquinamento ambientale. In questo suo libro, ci accompagna in uno straordinario viaggio attraverso la storia della trasmutazione, insegnandoci ad usare questa tecnica dimenticata per cambiare noi stessi ed il nostro ambiente. Fra le altre cose, ci spiega con esemplare chiarezza come opera la visualizzazione creativa ed in che modo si possono utilizzare le cerimonie ed i rituali, ci offre inoltre preziose informazioni a proposito dei miracolosi, ma scientificamente provati, effetti del suono sull’ambiente. Questo libro ci mostra che, quando le nostre azioni sono guidate dalla consapevolezza e dall’amore, non vi sono limiti alla nostra capacità di trasformare in modo positivo noi stessi ed il nostro ambiente.
 RECENSIONE: Con questo libro, l’autrice si propone di trovare il modo per curare la Terra e risanarla dall’inquinamento grazie alle tecniche sciamaniche apprese in anni di studi e pratica. L’idea può sembrare ambiziosa e utopistica, ma leggendo questo libro ci rendiamo conto che il filo conduttore di tutto il manuale non è l’azione ma il cambiamento o meglio, la trasmutazione personale a cui di conseguenza segue la trasmutazione dell’ambiente.
Sandra Ingerman spiega infatti che dobbiamo cambiare noi stessi prima di poter agire sul mondo esterno. Gli elementi che permettono la riuscita della trasmutazione sono: l’intenzione, l’amore, l’armonia, l’unione, la focalizzazione, la concentrazione e l’immaginazione. Tutti questi insieme permettono alla trasmutazione di verificarsi e portare così il cambiamento di cui abbiamo bisogno. Ci sono vari modi in cui questi elementi possono lavorare e l’autrice li prende in esame uno ad uno per darci un’idea chiara di ciò che porta alla riuscita di questo lavoro spirituale. Non possiamo lavorare in assenza di uno di questi elementi, così come non possiamo pensare di ottenere beni materiali o di lavorare per il nostro egoismo. Sono elementi che interagiscono tra loro e non si possono separare perché devono partire dall’inconscio. Il libro è suddiviso in varie parti rendendo questa lettura un vero e proprio percorso di consapevolezza e crescita spirituale. All’inizio veniamo introdotti alla Creazione e all’Unione con il divino, come riuscire a diventare un tutt’uno con l’universo, abbandonando il nostro ego e la materialità della vita. Dopo l’unione dobbiamo provare la Separazione che ci permette di capire cosa sia l’ego e quanto questo influenzi la nostra vita.
Imparando a creare uno spazio sacro, a dare e ricevere Amore e a usare l’immaginazione creativa per praticare rituali e cerimonie sacre, possiamo riuscire a influenzare non solo noi stessi ma anche le altre creature e il mondo in cui viviamo. L’Armonia è il segreto per riuscire ad avvicinarsi alla natura e apportare i cambiamenti necessari. Avvicinandoci alla natura con questi insegnamenti messi in pratica scopriremo come funziona la trasmutazione. Nelle ultime due parti del libro vi sono spiegate le varie cerimonie di trasmutazione, cosa sono, come funzionano e vari esempi per utilizzarla in vari campi, come creare proprie cerimonie per farla funzionare.
Ci sono moltissimi esercizi, consigli ed esempi pratici delle esperienze dirette dell’autrice in ogni capitolo, grazie ai quali poter riflettere e capire meglio ciò di cui tratta il capitolo. Ogni esercizio è necessario per fare esperienza della teoria descritta e poter così far seguire la pratica alle nozioni. Questo processo richiede costanza e impegno quotidiani, per questo l’autrice precisa sin da subito che non ci sono scorciatoie, ma la pratica spirituale è un percorso lento, fatto di devozione e fatica.
Il libro mi è piaciuto molto sebbene mi aspettassi qualcosa di leggermente diverso. Fortunatamente avevo già una base di conoscenze precedentemente studiate in altri libri perché in Medicina per la Terra vi sono tantissimi concetti di vario tipo trattati brevemente o accennati e per chi magari non ha già letto qualcosa riguardo lo sciamanesimo o altre teorie o tecniche spirituali, può risultare dispersivo. Per questo lo consiglio a qualcuno che ha già letto di argomenti simili e non sia proprio alle prime armi sebbene sia spiegato bene anche per chi ha mai letto niente a riguardo. Il libro scorre bene ed è interessante, anche se più che un libro di sciamanismo, sembra quasi un testo di psicologia. Durante la lettura affrontiamo vari argomenti che ci portano a fare importanti riflessioni sulla vita e sul mondo. Vi si trovano consigli molto belli e profondi che possono essere adatti a tutti anche se non sono intenzionati a lavorare ad una pratica di trasmutazione o pratica sciamanica. Persino gli esercizi rimangono quasi dei consigli di vita che non attività pratiche specifiche e questo da una parte è più utile ma dall’altra può lasciare dubbi su come muovere i primi passi.
Ci sono delle buone basi per avviare un percorso di crescita personale e spirituale, sebbene la maggior parte dei consigli sembri scontata, in realtà vengono presentati sotto una nuova luce grazie alla quale possiamo rivisitarli in un’ottica diversa e trovare il modo giusto per farli propri e metterli finalmente in pratica. È una lettura che ho apprezzato e sono felice di aver fatto. Mi è sembrato di parlare a un’amica molto spirituale e positiva che mi ha spronato a non prendere alla leggera i consigli che spesso sentiamo darci, le frasi che i grandi della spiritualità hanno spesso riferito e che magari abbiamo perso di vista o non riusciamo più a valorizzarli in una vita che ci soffoca e uccide ogni nostra speranza. Credo sia un buon libro per ripartire con cuore e mente aperti per poter cambiare la nostra vita e magari anche la Terra su cui viviamo.

COSIGLI DI LETTURA DEL PORTALE:
FASE LUNARE: piena
TISANA: melissa
ALBERO: cedro
ARGOMENTO: trasmutazione – sciamanismo

Voi lo avete letto? Che ne pensate?

Recensione "Sciamanismo" di Tom Cowan

Era molto tempo che volevo riprendere lo studio sullo sciamanesimo ed ero molto indecisa su quale leggere finché alla fine non mi sono buttata su “Sciamanismo” di Tom Cowan e devo dire di essere piacevolmente soddisfatta da questa lettura.

Titolo: Sciamanismo – una pratica spirituale per la vita quotidiana
Autore:
Tom Cowan
Editore: Salani
Pagine: 239
Prezzo: 16,50 €
Data di uscita: marzo 2000

voto:
Sinossi: Il libro si propone di avvicinare gli occidentali allo Sciamanismo, mostrando come questo rappresenti una pratica spirituale che anche al giorno d`oggi può arricchire la vita quotidiana, rendendola più significativa e profonda. L`opera si basa sull`esperienza personale dell`autore e, per questo, riesce a trasmettere, in un linguaggio semplice e chiaro, il senso di una tradizione antica e ricca di fascino, ma spesso considerata troppo lontana da noi.
L’approccio di Cowan rappresenta la reinterpretazione e la sintesi dei metodi sciamanici fondamentali comuni a tutte le culture in cui lo sciamanismo si è sviluppato. Il libro presenta insegnamenti che possono essere integrati nella vita quotidiana come pratica spirituale, rispondendo al bisogno di tanti di espandere la propria coscienza e di trascendere i limiti dell’esperienza ordinaria.
 RECENSIONE: “Sciamanismo. Una pratica spirituale per la vita quotidiana.” tratta il Core Shamanism ovvero gli elementi chiave dello sciamassimo tradizionale o naturale diffusi in tutto il mondo che possono essere incorporati nella vita quotidiana. Riprendendo l’insegnamento di Michael Harner, iniziatore di questa tradizione che utilizza le tecniche comuni a tutte le tradizioni sciamatiche per crearne una nuova, Tom Cowan approfondisce e prosegue il lavoro di Harner. Il suo testo infatti è molto pratico, quindi adatto per chi vuole già cominciare un percorso di pratica sciamanica. Tom Cowan avvisa subito che c’è una grande differenza tra essere uno sciamano e praticare lo sciamanismo.  Uno sciamano è una persona che ha ricevuto la chiamata e non capita a tutti, mentre la pratica sciamanica può essere svolta da tutti nella vita di tutti i giorni. Può sembrare strana l’idea di praticare lo sciamanismo in una vita caotica e cittadina a cui siamo abituati, con le nostre tecnologie, il lavoro, la famiglia, eppure Cowan grazie alla sua esperienza ci dimostra come non sia necessario vivere da sciamani per avere dei benefici nella nostra vita grazie alla pratica sciamanica. La pratica si basa sul viaggio sciamanico guidato dallo spirito guida o animale di potere. Lo sciamanismo serve per migliorare il nostro rapporto con la natura, conoscerla e aiutarla quindi, avvicinandosi ad essa, poter migliorare noi stessi.
Attraverso il recupero dell’equilibrio della natura e grazie al viaggio sciamanico, possiamo vedere il mondo invisibile e riscoprire le nostre radici spirituali e affrontare i problemi da un punto di vista diverso, con una consapevolezza diversa e poterlo così risolvere grazie ad un aiuto spirituale.
Cowan precisa però che la pratica sciamanica è considerata separata dalla religione sebbene esse si compenetrano, o meglio. È importante studiare le varie culture e le varie religioni che comportano al loro interno una pratica sciamanica, ma questo non significa che dobbiamo adottare anche una religione che non ci appartiene. Al contrario, dobbiamo risalire alle nostre personali radici spirituali e creare le nostre personali credenze perché:

 “impossessarsi di pratiche spirituali è analogo a impossessarsi di foreste, praterie e della fauna selvatica. Inoltre saremmo ingenui a pensare che pratiche fondate su un adattamento ad ambienti naturali unici, su assunti teologici specifici e sul tipo di coesione sociale, che si trova solo nelle culture tribali millenarie, possano essere automaticamente trapiantate in ambienti urbani, senza perdere efficacia e l’influenza vitale degli spiriti del luogo, dai quali deriva quell’efficacia.”

Lo sciamanismo quindi non è una religione, ma una pratica spirituale adattabile alle nostre credenze e radici con conoscenza e coscienza poiché questa pratica comporta una responsabilità e cambia la vita del praticante e di chi o cosa gli sta intorno.
Dopo un’esaustiva spiegazione degli argomenti che ho accennato precedentemente, il libro parla degli animali guida, cosa sono, come incontrarli e come o perché lavorare con loro. Ci sono vari metodi per incontrarli tra cui i sogni, l’uso di tamburi e sonagli, la meditazione, la danza ecc… Per chi già ha conoscenze sullo sciamanismo, questo libro aiuta a togliere alcuni piccoli dubbi che possono rimanere in sospeso se non si hanno conoscenze che possono guidarci lungo il cammino della pratica. Ci sono molti consigli anche riguardo ad alcuni problemi che si possono incontrare in queste esperienze. Dopo l’incontro con lo spirito guida, il praticante è pronto per il viaggio sciamanico vero e proprio e Cowan indica degli ottimi esempi di viaggi nel mondo inferiore, superiore o intermedio spiegando con semplicità di cosa si tratta e con quali scopi possiamo fare ogni viaggio. Perché i viaggi sciamanici sono viaggi intenzionali nel mondo degli spiriti quindi hanno delle funzioni precise.
Per chi magari non ha mai letto niente a riguardo, potrebbe trovarsi in qualche modo preoccupato o spaventato da una pratica che non conosce e anche in questo Cowan lascia varie risposte a possibili paure che aiutano a non fermarsi per timori infondati.
Il sentiero dello sciamano comporta varie tecniche e attività che vengono illustrate, come ad esempio le benedizioni, il lavoro con le quattro direzioni, la purificazione di un luogo, come onorare gli spiriti e il lavoro con gli alleati o gli avversari negativi del nostro carattere che ci impediscono di progredire. Spiega quali sono gli strumenti dello sciamano, i talismani, le borse medicina, i famigli e gli spiriti dei luoghi. Viene spiegato come questa pratica possa manifestarsi e dare frutti anche nell’arte e quali sono i giorni del calendario sciamanico conosciuti oppure come creare il proprio personale calendario a seconda dei nostri ritmi di vita. Invece di accettare un nome o una definizione, possiamo noi stessi crearlo basandosi su ciò che quel determinato periodo significa per noi. Ad esempio i nomi delle lunazioni.
Cowan illustra come praticare al chiuso o all’aperto e quanto siano fondamentali le intenzioni nella pratica. Fondamentale per il praticante è scoprire la propria vera natura. Per farlo possiamo affidarci anche alla creazione di un luogo sacro o l’uso di un luogo di potere, per questo le storie dei luoghi sono importanti, così come l’utilizzo che ne facciamo che deve essere in linea con la sua storia e il suo potere.
Ma non sono solo i luoghi ad avere una storia, i miti stessi sono fondamentali da incorporare nella pratica per questo suggerisce di creare nuove storie simboliche che racchiudano gli insegnamenti ottenuti dagli spiriti.
Il modo migliore per avere questi insegnamenti è immergersi nella natura da solo con gli spiriti. Sofferenza e solitudine ti mettono in diretto contatto con il divino e Cowan indica tre modi per farlo: pellegrinaggio, veglia notturna e ricerca della visione.
Ho apprezzato molto il capitolo sull’infanzia, considerata molto importante perché è proprio in questo periodo che abbiamo una percezione più spontanea e spirituale della natura e del mondo e siamo più aperti a possibili esperienze sciamaniche. Dobbiamo ricollegarci alle nostre visioni di bambino e Cowan illustra varie tecniche spiegando le motivazioni che comportano alcuni di questi viaggi nel nostro passato. Attraverso questa connessione possiamo recuperare alcune cose andate perdute.
Inoltre per chi ha dei bambini ci sono degli ottimi consigli su come coltivare la natura sciamanica in loro.
Anche le parole hanno la loro importanza, ma ancora di più le hanno quelle spontanee senza senso o ancora meglio il silenzio. Le parole vanno usate con attenzione e con delle tecniche interessanti, l’autore suggerisce di creare dei canti di potere nati dai viaggi sciamanici fatti a cui potremmo unire dei simboli e delle danze dell’anima.
Infine il compito del praticante è imparare ad affrontare ed accettare la morte, ma non solo, deve anche aiutare gli altri a vivere serenamente anche questo aspetto. Per farlo gli sciamani devono vivere la morte passando tra le varie realtà. Per questo gli sciamani hanno un forte legame con le terre dei morti e imparano presto a conviverci grazie anche ai consigli di cari defunti o antenati sciamani ottenuti nei viaggi.
I sogni hanno un ruolo fondamentale nella pratica sciamanica. Per questo bisogna sempre fare attenzione e in caso di sogni ambigui è importante tornare nel sogno e approfondire per riviverlo e capire il suo significato simbolico più profondo.
Utili a questi scopi sono anche i gruppi di tambureggiamento in cui poter lavorare tutti insieme a uno scopo comune. Cowan spiega come si formano e come funzionano in maniera chiara e semplice lasciando anche varie idee di percorsi e viaggi.
Trovo che questo sia un ottimo libro come base per un inizio di pratica. Si ricollega al libro di Michale Harner “La via dello sciamano” per questo lo leggerei subito dopo. Può essere letto anche come primo libro perché è molto chiaro e ben fatto e spiega passo passo ogni tecnica e concetto, ma è più che altro incentrato sulla pratica quindi lo consiglierei di più a qualcuno che già sa di cosa si tratta e ha delle nozioni o conoscenze storico-culturali sullo sciamanesimo e vuole cominciare seriamente un percorso spirituale di pratica. Ci sono moltissimi esempi di viaggi da cui prendere spunto e credo che leggerò volentieri altro di suo. È un libro che merita di essere letto se l’argomento è di vostro interesse. Non è un tema semplice e credo sia necessario approfondire di più la parte teorica prima di buttarsi nella pratica, ma a livello di inizio pratica mi sembra ottimo. Gli esercizi non sono troppo complicati e ci sono molti consigli e idee da cui prendere spunto, rimanendo comunque ben comprensibile senza perdersi in divagazioni teoriche o imponendo il proprio pensiero ma lasciando che il lettore trovi la sua strada.

COSIGLI DI LETTURA DEL PORTALE:

FASE LUNARE: nuova
TISANA: tiglio
ALBERO: salice
ARGOMENTO: sciamanismo

Voi lo avete letto? Che ne pensate?

Recensione "The Giver – Il donatore" di Lois Lowry

The Giver è un best seller internazionale per ragazzi e dopo molti anni finalmente approda al cinema (ma io ancora non l’ho visto) e per questa occasione la Giunti ha pubblicato una nuova versione. E così mi sono decisa e l’ho finalmente letto.

Titolo: The Giver – Il donatore
Autore:
Lois Lowry
Editore: Giunti Y
Pagine: 176
Prezzo: 12,00 €
Data di uscita:  2014

voto:
Trama: Jonas ha dodici anni e vive in un mondo perfetto. Nella sua Comunità non esistono più guerre, differenze sociali o sofferenze. Tutto quello che può causare dolore o disturbo è stato abolito, compresi gli impulsi sessuali, le stagioni e i colori. Le regole da rispettare sono ferree ma tutti i membri della Comunità si adeguano al modello di controllo governativo che non lascia spazio a scelte o profondità emotive, ma neppure a incertezze o rischi. Ogni unità familiare è formata da un uomo e una donna a cui vengono assegnati un figlio maschio e una femmina. Ogni membro della Comunità svolge la professione che gli viene affidata dal Consiglio degli Anziani nella Cerimonia annuale di dicembre. E per Jonas quel momento sta arrivando…
 RECENSIONE: Vi siete mai chiesti come sarebbe la vita senza paure, problemi, rischi, morte, dolore? Siamo in un periodo di costanti incertezze e problemi e il desiderio di un po’ di pace, stabilità, serenità e certezza ci assale in ogni momento. Siamo come barche alla deriva senza avere un attimo di tregua, niente sembra funzionare come dovrebbe e noi corriamo come formiche impazzite in cerca di una tana dove fermarci, lottando per avere ciò che dovrebbe essere nostro di diritto. Eppure anche i nostri desideri possono nascondere conseguenze oscure e imprevedibili. Siamo davvero sicuri che una vita perfetta potrebbe davvero renderci più felici? E cos’è la felicità? Si tratta del semplice annullamento del negativo? Ma come si riconosce la felicità se non abbiamo idea di quale sia il dolore? Tutti crescendo abbiamo dei desideri e spesso è il desiderio di qualcosa che non abbiamo a spingerci ad agire in un senso o nell’altro. Per avere una vita sicura è necessario avere il controllo sui desideri e quindi la libertà di scelta comincia ad essere un problema. Eppure è la libertà di scelta e renderci quello che siamo, è il desiderio a renderci persone diverse ed è la ricerca della sua realizzazione a farci sentire vivi. Le emozioni sono la base della vita nel bene e nel male. Jonas non ha idea di cosa siano le emozioni. Nella sua società perfetta sono state bandite in favore di un fine più grande: una vita ben costruita e determinata in una società dove ognuno ha il suo posto. E così Jonas si avvicina ad uno dei traguardi più importanti della sua vita: il compimento del dodicesimo anno in cui gli verrà assegnata la professione che dovrà svolgere da quel momento in avanti. La sua vita è sempre stata scandita da azioni ben precise e ogni momento è stabilito da una routine comune a tutti. La mattina il racconto dei sogni, poi la scuola, il momento del gioco e infine la cena con la condivisione delle emozioni della giornata. Tutto sembra perfetto, almeno finché i suoi occhi non cominciano a fargli vedere qualcosa di diverso. Si tratta di attimi, ma quegli attimi in cui i colori appaiono lo portano a farsi delle domande e quando alla cerimonia gli verrà assegnato l’onore più grande di diventare il nuovo Accoglitore di Memorie e gli viene annunciata una vita di solitudine e dolore, Jonas comincia a dubitare di quell’ordine così perfetto e ordinato della sua famiglia e della società.
Nessuno sa esattamente quale sia il ruolo dell’Accoglitore di Memorie e nessuno deve saperlo. Così il donatore si occupa di istruirlo e comincerà per Jonas la scoperta di una vita diversa, delle emozioni e dei dubbi, della paura e del dolore, tutte cose che nella sua vita perfetta non esistevano.
La storia di Jonas viene narrata in poche pagine in cui vieni catturato in questo mondo particolare e inquietante e pagina dopo pagine molte domande e tante importanti riflessioni attraversano la mente del lettore che non può fare a meno di divorare questa storia per ragazzi, intensa nella sua semplicità. Il libro è stato pubblicato in una collana per giovani adulti, ma lo reputo più una lettura per ragazzi adatta a un pubblico molto giovane tra gli 11 e i 13 anni. La storia è piacevole, però l’ho trovata troppo affrettata, soprattutto verso la fine in cui mi è sembrata tirata via. Inoltre non amo particolarmente i finali aperti quindi le mie alte aspettative sono state un po’ deluse da un finale quasi brusco, un’impennata corsa alla conclusione quando invece poteva essere sviluppato molto meglio approfondendo vari aspetti che sono rimasti sospesi. E non solo la scrittura è stata affrettata ma anche la storia in sé mi è sembrato correre troppo, affrettare i tempi per il tipo di racconto. Oltre a questo mi sono rimaste troppe domande, ci sono a mio parere troppi punti oscuri che non vengono chiariti. Rimane comunque una lettura che ho apprezzato, soprattutto su alcuni punti che lasciano forti emozioni e porta a riflettere. Ma mi aspettavo di più. Alla fine rimane una storia carina e nonostante i temi difficili, abbastanza leggera da leggere. Non mi sento soddisfatta ma sono felice di averlo letto. Non so se leggerò gli altri però.
COSIGLI DI LETTURA DEL PORTALE:
PER CHI: ha voglia di un distopico per ragazzi
COLORE: bianco
CLIMA E AMBIENTE: in una sala d’attesa
Voi lo avete letto? Che ne pensate?

Recensione "Attraverso il fuoco" di Josephine Angelini

Dopo più di un mese, sono finalmente riuscita a finire “Attraverso il fuoco” di Josephine Angelini.  Non avrei dovuto lo so… ma parlando di streghe volevo almeno dare una possibilità a questa nuova saga.

Titolo: Attraverso il fuoco
Autore:
Josephine Angelini
Editore: Giunti Y
Pagine: 416
Prezzo: 16,50 €
Data di uscita: 71 settembre 2014

voto: 
Trama: Finalmente è arrivato il momento che Lily aspettava da una vita: Tristan, il ragazzo più bello e corteggiato di Salem, l’ha invitata alla festa del liceo. Proprio lei, timida e impacciata, che non ha mai partecipato a un party a causa delle devastanti crisi allergiche di cui soffre. Ma quando alla festa Tristan bacia un’altra ragazza, Lily viene scossa da violente convulsioni proprio di fronte a tutti i suoi compagni di scuola. Dopo questa insopportabile umiliazione vorrebbe solo sparire… E se il suo desiderio si avverasse? Improvvisamente risucchiata in un mondo parallelo, dominato da creature spietate, Lily si ritrova faccia a faccia con la perfida Lillian, la Strega di Salem, identica a lei, solo diabolica. Con l’aiuto dell’affascinante Rowan, scoprirà a poco a poco di possedere poteri straordinari e mentre l’attrazione fra lei e il ragazzo diventa innegabile, la furia di Lillian esplode come un tornado e lo scontro con la potentissima gemella non può più essere rimandato: riuscirà Lily a sconfiggere le forze del Male visto che la sua acerrima nemica è proprio… lei stessa?
 RECENSIONE: Chi mi segue da tanto sa quanto ho odiato Starcrossed, il primo libro di questa autrice per cui sarà magari sorpreso di scoprire che da brava masochista, ho deciso di leggere anche questo. Ebbene… è stata una pazzia e ho scontato sufficientemente la mia pena. Perché, sebbene questo libro non sia ai livelli di Starcrossed, comunque è pessimo e non mi è piaciuto. Me lo aspettavo, ma speravo che magari qualcosa di buono ci fosse, almeno fino alle prima pagina che mi ha lasciato allibita. La prima scena parte con la protagonista che vomita per un attacco di allergia pensando che non vuole dirlo altrimenti il suo ragazzo non la porterà alla festa. Lily, infatti è una ragazza dai capelli rossi che ha così tante allergie a non si sa cosa (praticamente a tutto) da chiedersi perché non l’hanno internata in un posto asettico e soprattutto come fa ad essere ancora viva. Risulta da subito una ragazza abbastanza stupida quasi quanto Helen (protagonista di Starcrossed, anche lei soffriva di problemi fisici senza saperne la causa. L’autrice deve avere una passione malsana per queste cose). Insomma la mia simpatia non se l’è proprio conquistata, anzi. Ma parliamo di Tristan, il suo migliore amico di cui è innamorata da sempre che però poteva benissimo non apparire nella storia. Anonimo tranne per le prime pagine in cui è antipatico da morire. Poi c’è Rowan, quello con cui dimentica in poche ore Tristan. Nessuno dei personaggi mi ha colpito particolarmente, non provo gran simpatia per nessuno e in particolare ho odiato molti dei comportamenti insensati. O meglio, sembra sempre che scelgano le opzioni più improbabili e più complicate invece che trovare la soluzione più ovvia. Però è l’ambientazione la cosa peggiore a mio parere. L’ho preferita all’anonima e disabitata cittadina di Starcrossed, ma nonostante potesse essere un molto interessante un mondo parallelo con magia e tecnologia che convivono in cui l’antichità si sposa con il futuro, ho comunque trovato tutto molto confuso, unito solo per desiderio di originalità ma senza una forte stabilità logica, anzi a volte mi sembrava un po’ forzato. Apprezzo comunque che l’autrice si sia informata su molte cose, ma ha lavorato più su dettagli secondari che sulle cose più importanti. Di tutto però la sensazione più forte che ho avuto da questa lettura è la noia. Una noia profonda e totale che mi ha bloccato nella lettura, è stato uno sforzo proseguire perché non ha suscitato in me alcun interesse per sapere come sarebbe proseguita la storia. Più o meno intuiamo tutto già dall’inizio e non si trova niente di particolarmente coinvolgente, persino la “storia d’amore” non coinvolge minimamente e l’autrice ha confermato la mia idea sul suo stile che trovo piatto e scialbo.
Mi dispiace ma per me è un libro che non merita la lettura, nonostante alcune idee che potevano essere interessanti se usate in un altro libro scritto da un’altra persona. Non credo leggerò gli altri anche se forse il prossimo libro potrebbe essere più interessante a mio parere. Tuttavia per me non sarà mai sufficientemente interessante da spingermi a tentare di rileggere altro di suo. Due tentativi sono stati più che sufficienti. Io non lo consiglio, ma se volete tentare fatemi sapere che ne pensate.
COSIGLI DI LETTURA DEL PORTALE:
PER CHI: si vuole annoiare a morte
COLORE: cenere
CLIMA E AMBIENTE: una giornata vuota
Voi lo avete letto? Che ne pensate?

Videorecensione stregata: "Almanacco" di Devon Scott

Era molto tempo che volevo recensire questo libro, da quando con mia enorme gioia lo ricevetti. Purtroppo temevo di non riuscire a presentarlo come meritava, quindi tra un impegno e l’altro finivo per non accendere quella telecamera, ma finalmente ci sono riuscita. Premetto che io ho una grande stima per Devon Scott e non la ringrazierò mai abbastanza per tutto.

Titolo: Almanacco – Il tempo della magia
Autore:
Devon Scott

Editore: Spazio Fatato
Pagine: 342
Prezzo: 20,00 €
Data di uscita: 2012

voto:
Trama: Esiste un tempo profano, in cui si vive normalmente facendo le cose banali di tutti i giorni senza compiere atti che abbiano un significato religioso, e un tempo sacro, in cui una festa o una celebrazione servono a ricordare e rendere attuale un evento avvenuto in un passato mitico.

Quindi ogni anno è un circolo chiuso, che muore e rinasce cancellando ciò che è stato e ricominciando un tempo nuovo che costituisce un calendario sacro delle feste. 366 giorni di magia: per ognuno, un Genio protettore, una pianta, le azioni favorite dalla posizione del Sole, il tipo di lavoro magico consigliato, ricorrenze, personaggi e curiosità.
Nelle sezioni di approfondimento, i riti di propiziazione per ogni segno zodiacale, percorsi spirituali, la sapienza degli antichi Grimori e informazioni dal mondo della magia.
VIDEO RECENSIONE: 

Sin da subito me ne sono innamorata scoprendo un testo pieno di informazioni utili oltre che interessanti.Ora non posso più farne a meno! Dopo un anno e mezzo finalmente mi sono decisa a fare una video recensione (anche se non è una vera recensione) perché molte persone mi hanno chiesto di parlare più dettagliatamente del libro e quindi ecco qui, per tutti coloro che volevano saperne di più sul suo contenuto. Non ho potuto dire molto perché c’è davvero troppo da dire, ma posso assicurare che merita questo libro. A mio parere è uno di quei libri che non devono mancare dalla libreria di una strega che si rispetti. Pensavo che una recensione scritta non fosse sufficiente, quindi spero di aver fatto la scelta giusta anche se come al solito mi sono incasinata.

COSIGLI DI LETTURA DEL PORTALE:
FASE LUNARE: piena
TISANA: alla verbena
ALBERO: sambuco
ARGOMENTO: almanacco magico

Voi lo avete letto? Che ne pensate?