Recensione "La figlia del nord" di Edith Pattou

La verità è che non avevo in programma di leggere questo libro. Avevo tentato di non lasciarmi tentare dalla bellissima copertina, ma è stato impossibile, il nome, la trama e la scoperta che fosse ispirato da una delle mie fiabe preferite mi ha fatta capitolare. Ed eccomi qui a recensirvi un libro che mi ha conquistato dalla prima all’ultima pagina. 

Titolo: La figlia del nord
Autore:
Edith Pattou
Editore: Rizzoli
Pagine: 500
Prezzo: 16,90 €
Data di uscita: novembre 2014

voto:
Trama: Ebba Rose, sostiene sua madre Eugenia, è nata rivolta a Est. Ma invece di essere mansueta e diligente come i bambini nati verso oriente, si rivela fin da subito irrequieta e curiosa: una vera figlia del Nord.All’età di cinque anni, un orso bianco le salva la vita, ripescandola da un lago. É lo stesso strano orso parlante che, dieci anni dopo, si presenta alla porta della fattoria in cui Rose vive insieme ai genitori con una proposta: se lei accetterà di seguirlo, la sua famiglia ritroverà la prosperità perduta e la sorellina Sara guarirà dalla terribile malattia che la affligge.Così Rose parte per un lungo viaggio che la porta lontano, oltre il mare, fino a un castello scavato in una montagna. Là trascorre lente giornate in compagnia dell’orso bianco, e si abitua alla sua presenza gentile e alla sua voce. Ma qualcuno ogni notte si sdraia nel letto accanto a lei e si dilegua prima dell’alba. Vinta dalla curiosità, Rose accende una luce,un gesto che avrà conseguenze inaudite.L’avventura è solo all’inizio, tra incantesimi, viaggi e sotterfugi.

 RECENSIONE: Esiste un destino? Si può prevedere sin dalla nascita? Eugenia crede di si, e come tutta la sua famiglia di cartografi è convinta della fondatezza della fatalità della direzione di nascita. Nascere in una determinata direzione significa avere delle caratteristiche specifiche ed è per questo che Eugenia fa di tutto per programmare con attenzione la nascita dei suoi bambini, desiderando averne uno per ogni punto cardinale tranne per il Nord, sopratutto dopo che una sciamana prevede che se avesse avuto un figlio nordico, egli avrebbe trovato una morte orribile sotto neve e ghiaccio.
Così quando nasce Rose, l’ultimogenita nata ad Est, qualcosa sembra andare storto e Rose dimostra di avere le caratteristiche tipiche di una nata a Nord. Per una serie di sfortune coincidenze in cui il destino sembra vendicarsi, la famiglia di Rose comincia ad avere gravi problemi economici e le cose precipitano quando sono costretti a vendere la casa e sua sorella si ammala gravemente. Ma Rose non è una bambina come le altre, è una ragazza tenace, forte, determinata e combattiva, piena di energie e voglia di scoprire. Si impegna con tutta se stessa per imparare a tessere abiti sperando di trovare una soluzione ai problemi, finché il destino bussa alla loro porta in forma di orso bianco, lo stesso orso che sembra avere un legame profondo con Rose fin dalla nascita. Offre alla famiglia la soluzione di tutti i problemi in cambio di portare via Rose con sé. Così la bambina parte in un viaggio verso l’ignoto fino ad una casa nella montagna che sembra disabitata tranne per due strane creature e quella figura che di notte, nel buio, dorme con lei. Ma chi è questa creatura e perché non riesce a vederla? La sua curiosità la porterà a distruggere la sua felicità e dovrà arrivare fino in capo al mondo nel regno dei Troll ad est del sole e a ovest della luna per rimediare al suo grande errore.
Ed è così che mi sono ritrovata a leggere la storia avvincente ed emozionate di Rose e del suo orso bianco, mentre fuori pioveva io mi trovavo sotto le calde coperte invernali senza riuscire a staccare gli occhi dalle pagine, dimenticando tutto il resto per seguire le avventure di quelli che mi sembravano vecchi amici, con l’angoscia ed una trepidante curiosità.
Dalle meravigliose terre della Norvegia, alla Francia, dalle fredde acque marine all’artico, tra orsi, troll ed eschimesi, ho viaggiato tra miti e fiabe per seguire questa storia antica e magica tratta da una delle mie fiabe preferite (ad est del sole a ovest della luna vi ricorda niente?).
Una storia fiabesca, eppure realistica, in cui ho ritrovato i miti nordici che tanto amo insieme al sapore di favola. Eppure è una storia speciale, unica, che può essere amata a qualunque età.
Questo romanzo attraversa i classici meccanismi della fiaba creando però un romanzo originale e avventuroso, grazie anche alla narrazione divisa tra molti narratori. Nonostante la scelta di stile azzardata, la storia riesce perfettamente e anzi, viene resa con maggior accuratezza mostrandosi più realistica e profonda. Ho apprezzato moltissimo le relazioni tra i personaggi, l’amore tra il padre e Rose, lo speciale rapporto tra Rose e suo fratello Neddy, ma anche il rapporto difficile e contrastante con la madre Eugenia o il legame con l’orso bianco. Mi sono affezionata a tutti i personaggi, anche a Tuki il Troll, Thor il marinaio e Malmo la sciamana tanto che ne ho sentito subito la mancanza una volta finito il libro. È una storia che si legge in fretta ma regala emozioni che durano a lungo.
Non posso far altro che consigliarvi questa romantica storia di cui mi sono perdutamente innamorata perché mi ha donato una lettura che porterò nel cuore, moderna e antica fiaba di magia e coraggio.

COSIGLI DI LETTURA DEL PORTALE:
PER CHI: ha voglia di una fiaba avvincente
COLORE: bianco ghiaccio
CLIMA E AMBIENTE: in Norvegia d’inverno
Voi lo avete letto? Che ne pensate?

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11 thoughts on “Recensione "La figlia del nord" di Edith Pattou

  1. Esatto 😀 O meglio, è tratto da Tolkien che l'ha ripreso dalla fiaba:

    La Via prosegue senza fine
    Lungi dall'uscio dal quale parte.
    Ora la Via è fuggita avanti,
    Devo inseguirla ad ogni costo
    Rincorrendola con piedi alati
    Sin all'incrocio con una più larga
    Dove si uniscono piste e sentieri.
    E poi dove andrò? Nessuno lo sa.
    La Via prosegue senza fine
    Lungi dall'uscio dal quale parte.
    Ora la Via è fuggita avanti,
    Presto, la segua colui che parte!
    Cominci pure un nuovo viaggio,
    Ma io che sono assonnato e stanco
    Mi recherò all'osteria del villaggio
    E dormirò un sonno lungo e franco
    Voltato l'angolo forse si trova
    Un ignoto portale o una strada nuova;
    Spesso ho tirato oltre, ma chissà,
    Finalmente il giorno giungerà,
    E sarò condotto dalla fortuna
    A est del Sole, ad ovest della Luna

    Quella frase la notai in un momento particolare, la scoprii con Tolkien e successivamente arrivai alla bellissima favola. Ed è proprio lì che si trova il portale segreto ^^

    http://www.lacompagniadellibro.tv2000.it/la_compagnia_del_libro/sezioni/00002635_La_fiaba_norvegese_che_piaceva_a_Tolkien.html

  2. Ammetto che il libro non mi ispirava tantissimo, ma dopo la tua recensione credo proprio che ci farò un pensierino 🙂 Ed è stato carino capire come è nato il nome per il tuo blog 🙂

  3. Sai Reina che mi sono ricordata del tuo portale proprio leggendo 'Il signore degli Anelli'? Infatti finalmente ho trovato il tempo di iniziare seriamente questi libri e me ne sono innamorata **
    Dalla tua recensione penso che “La figlia del Nord” potrebbe piacermi ^^ Mi ricorda un po' Lyra Belacqua di “Queste Oscure Materie” quando è con l'orso corazzato Iorek Byrnison 🙂

  4. Avevo visto questo libro nel blog di Sophie, e già mi aveva parecchio incuriosita (oltre a ricordare anche me la favola di Apuleio)! Ora che ho letto la tua recensione sarà sicuramente uno dei miei prossimi acquisti! Uno di quei libri intramontabili, da leggere a qualunque età per scoprirne sfaccettature sempre nuove!! Grazie!

Grazie per essere passato! È sempre un piacere poter scambiare opinioni e condividere i pensieri. Il blog vive grazie ai vostri commenti!

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