Recensione "La fine del cerchio" di Beatrice Masini

Quando ho saputo che sarebbe uscito il nuovo libro di Beatrice Masini sono impazzita di gioia. Adesso che l’ho finito non so bene come raccontarvi questo breve viaggio.

Titolo: La fine del cerchio
Autore:
Beatrice Masini
Editore: Fanucci
Pagine: 155
Prezzo: 12,00 €
Data di uscita: dicembre 2014

voto:
Trama: Dopo essere sopravvissuta a una catastrofe che ha costretto gli uomini a lasciarla in tutta fretta per trovare rifugio in altri mondi, la Terra è tornata a essere un luogo abitabile e tutto può ricominciare. Gruppi di bambini e ragazzi, ciascuno guidato da un Vecchio – un adulto con un proprio bagaglio di esperienze, capacità e ricordi -, vengono deposti in vari punti del globo con il compito di riavviare la vita. Una località di villeggiatura un tempo rinomata, un’isola sul lago Vittoria, nel cuore dell’Africa, una villa settecentesca con i suoi meravigliosi affreschi sono alcune delle destinazioni in cui i gruppi sono sbarcati. Il futuro è nelle loro mani, ma del presente, e soprattutto del passato di un mondo di cui hanno solo sentito parlare, i ragazzi non sanno nulla. Per loro anche gli oggetti più semplici -un gessetto, una caramella, una striscia di plastica – sono misteriosi. Come reagiranno alle scoperte che li attendono? Sapranno difendersi, adattarsi e ricostruire un mondo nuovo prima che i Vecchi, come vuole il Regolamento, li lascino a sé stessi?

 RECENSIONE: Ci sono libri che sono pieni di parole, che ti riempiono la mente e il cuore e fremi dalla voglia di parlarne e altri in cui sono solo simboli nuovi e vengono assorbite da sensazioni che non si riescono ad afferrare fino in fondo. Il nuovo libro di Beatrice Masini è così, con il suo stile inconfondibile ti cattura e ti trasporta in un mondo nuovo fatti di sensazioni, di pensieri, di istinti dimenticati e le parole sono solo uno specchio limitante.
In quello che potrebbe essere un possibile futuro, nemmeno troppo lontano a giudicare da come stiamo abusando della Terra, dei gruppi di bambini, guidati da un Vecchio, tornano sul nostro Pianeta con l’obiettivo di ripopolarlo. Un esperimento disperato e folle in cui c’è molta speranza e tanto dolore. Dolore per ciò che si è perduto, ma anche per ciò che abbiamo dimenticato. Così insieme a questi piccoli eroi riscopriamo piano piano il valore reale e profondo di ogni piccola cosa. Ogni oggetto ha un nome, ma quanto è importante il suo nome? Ed è proprio attraverso questi occhi meravigliati e giovani di questi bambini che vediamo il nostro mondo e lo riscopriamo come nuovo, sconosciuto. Le emozioni primordiali e spontanee ci pervadono facendoci vedere le cose sotto un altro punto di vista. Cos’è davvero importante nella vita? Chi siamo realmente? Cosa significa vivere? È possibile ripartire?
Tante domande, tanti pensieri accompagnano le piccole avventure quotidiane di questi piccoli gruppi, da una località di villeggiatura all’Africa nera, fino ad un’antica e lussuosa villa.
Questo piccolo romanzo, quasi tre storie separate che però trovano un senso unite nell’insieme, narra poco ma richiama a una vita ancestrale mai vissuta, alla spontaneità dimenticata dei bambini.
Rispetto agli altri libri di Beatrice Masini l’ho apprezzato meno. Ma la sua potenza narrativa rimane forte in una storia che ha un approccio ambiguo, in cui non si narra ma si mostra.
Sono le immagini e le emozioni che rimangono impresse, a discapito della storia o dei personaggi che rimangono quasi delle stelle cadenti. Alla fine della lettura sono rimasta con una piccola speranza nel cuore, la comprensione che potremmo trovare l’uno nell’altro il conforto e la complicità di cui tutti abbiamo bisogno e che sono le cose semplici a riempire la vita di significato. Ci sono linguaggi che parlano con il cuore e nessuna differenza può togliere la possibilità di essere uniti.
Non è una storia che consiglierei a tutti a differenza del suo capolavoro “Se è una bambina” ma è un libro che ha un suo valore. Speravo di emozionarmi di più, come è stato per gli altri suoi libri che ho letto, in questo ho sentito meno intensa la lettura, ma è comunque un bel libro e sono felice di averlo letto sebbene sia rimasta leggermente delusa. Ma questa è una storia silenziosa, in cui le emozioni affiorano lentamente solo dopo aver finito di leggere la storia e piano piano escono anche a distanza di giorni, per mostrarti la meraviglia che hai risvegliato inconsapevolmente nel cuore. Tutto sembrerà nuovo e speciale.
COSIGLI DI LETTURA DEL PORTALE:
UMORE: speranzoso
COLORE: blu
CLIMA E AMBIENTE: una notte stellata
Voi lo avete letto? Che ne pensate?

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2 thoughts on “Recensione "La fine del cerchio" di Beatrice Masini

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